Salmi:preghiera di Gesù

Salmi:preghiera di Gesù

Per Sant’Annibale i Salmi sono da pregare lentamente e da meditare attentamente per scorgere in essi la vita e la preghiera di Gesù Conosciamo Sant’Annibale come Padre dei poveri e Apostolo della preghiera per le vocazioni. A partire da questa definizione è lecito, e forse doveroso, chiedersi che spazio hanno i Salmi sia nella preghiera che nell’ apostolato tra i poveri. È ipotizzabile pensare che l’ Apostolo della preghiera abbia ignorato il Salterio, che è il libro della preghiera per eccellenza? Si può immaginare che il Padre dei poveri abbia ignorato i Salmi in cui risuona il grido e la preghiera del povero? Per il nostro Santo i Salmi sono senz’altro un punto di riferimento sia in ordine alla preghiera che ai poveri. Li troviamo disseminati un po’ ovunque nei suoi scritti, non solo nelle preghiere, ma anche là dove meno si potrebbe immaginare, ad esempio nei Regolamenti. Tuttavia, non esiste un testo in cui il nostro Santo parla sistematicamente dei Salmi. Mi limito ad offrire alcune indicazioni sui Salmi considerati come preghiera di Cristo. 

PREGHIERA DIFFICILE

Si deve premettere che sono «preghiere divine quelle che troviamo nella Santa Scrittura, specialmente i Salmi del santo profeta Davide». Proprio perché preghiere divine scritte in un mondo molto diverso dal nostro, padre Annibale precisa che «presentano immense difficoltà. Infatti, Sant’Alfonso vi si applicò per lungo tempo, circondato da grossi volumi dei Santi Padri e altri autori. “Del resto, ognuno stia persuaso che molti versetti dei salmi sono talmente oscuri, che, per quanto si cerchi di ricavarne il vero significato, non è possibile senza una straordinaria illuminazione dello Spirito Santo”». Infatti, il Di Francia commentando i Salmi frequentemente cita i Padri della Chiesa, come nel caso del Salmo 86,1: «Le sue fondamenta sono sui monti santi». Spiega Sant’ Alfonso che: «il principio della vita di Maria SS. doveva essere più alto di tutte le vite consumate dei Santi. E lo stesso volle dire il profeta Isaia quando scrisse che nei tempi futuri doveva edificarsi il monte della casa di Dio sulla sommità di tutti gli altri monti (Is 2,2). Spiega San Gregorio: “Monte che si innalza sopra ogni monte; Maria è questo monte che si innalza su ogni altro monte, ossia su tutti i Santi”». I Salmi non solo devono essere pregati, ma letti e riletti prima e/o dopo la preghiera. Infatti, padre Annibale esorta i suoi figli a impegnarsi nella lettura spirituale scegliendo innanzitutto «il libro di tutti i libri, ed è il S. Vangelo, cioè i quattro Vangeli. Se ne consiglia la frequente lettura, specialmente nel mese di giugno dedicato al Cuore SS. di Gesù. Anche gli altri libri del Nuovo Testamento sono da leggersi come Parola di Dio. In quanto agli altri libri dell’Antico Testamento sono tutti bellissimi e di gran profitto da leggersi, specialmente i Salmi di David, i Libri Sapienziali e i Profeti». Egli personalmente s’impegna a recitare i Salmi del Divino Ufficio «a tempo e con cuore compunto, gustando la sublimità di quelle divine espressioni e di quelle divine preghiere», ricordando ai suoi figli che «la recita dei salmi, va fatta con voce soave, lentamente, con pausa e sentimento». Per il Di Francia si deve leggere sia l’Antico che il Nuovo Testamento perché, come asserisce sant’Agostino, «il Nuovo Testamento è nascosto nell’Antico, mentre l’Antico è svelato nel Nuovo». Infatti, Gesù, pregando con i Salmi, li porta a compimento realizzando ciò che in essi è scritto (cf. Lc 24,44). 

PREGHIERA DI CRISTO

Vediamo in breve alcuni esempi in cui padre Annibale pone sulle labbra di Gesù le parole di alcuni Salmi. «Davide, pastore, profeta e re, fu figura di Cristo, pastore, profeta e re. Davide nei Salmi parlava come se parlasse Gesù Cristo». Nel Salmo 21 «Davide s’immedesima nella persona del futuro Gesù Cristo, e in se stesso ne adombra gli avvenimenti futuri. Ecco come nel Salmo 21 descrive tutta la passione di Nostro Signore: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (v. 2). Io sono un verme e non un uomo, obbrobrio degli uomini e rifiuto della plebe (v. 7). Una turba di maligni mi ha assediato (v. 17). Hanno traforato le mie mani e i miei piedi, hanno numerato tutte le mie ossa. Si dividono i miei vestimenti, e la mia veste se la giocano a sorte (vv.17-18). Tutto ciò si avverò alla lettera nella persona di nostro Signore Gesù Cristo sulla croce». Gesù, figlio di Maria, ancella del Signore, prega il Padre presentandosi con le parole del Salmo 115,7: «Ego filius tuus et filius ancillae tuae – Io sono tuo figlio e figlio della tua ancella». Altre volte il Di Francia pone sulle labbra di Gesù le parole del Salmo 33,2 per ricordare che Gesù Cristo lodava e ringraziava continuamente il Padre: «Semper laus eius in ore meo! – Sulla mia bocca sempre la sua lode». Si tratta della lode eterna che il Figlio rende al Padre e introduce nel mondo con l’incarnazione. Questa lode risuona ovunque e sempre, ma trova nella Chiesa il suo luogo privilegiato: «La grande opera che formò Gesù Cristo sulla terra per lodare il Padre fu la santa Chiesa: apud te laus mea in ecclesia magna (Sal 21,26)». Gesù insegna a pregare con l’esempio e con la parola. Egli «ci raccomandò la preghiera continua. Ma egli per primo pregò! Il Verbo Divino in certo modo comincia a pregare per noi prima d’incarnarsi! Ecce ego mitte me – Eccomi, manda me (Is 6,8). Quel mitte me è una preghiera. Appena incarnato pregò, cominciò a pregare. La preghiera è il respiro dell’anima: tale fu per Gesù Signor nostro. Il suo respiro in quei 9 mesi fu la preghiera. Il Padre gli diceva: Postula a me, et dabo tibi gentes hereditatem Chiedi a me, e ti darò in eredità le genti (Sal 2,8). Gesù bambino pregava incessantemente. Come pregava? Prostrato e piangente – annichilito. Et exauditus est pro reverentia sua – Fu esaudito per il suo pieno abbandono (Eb 5,7). Come il Padre avrebbe potuto resistere? Quel Padre che gli aveva ordinato: Postula a me! Chiedimi ecc. non poteva resistere alla preghiera del Figlio (Sal 2,8)». Sant’Annibale affronta l’argomento della preghiera anche nel contesto eucaristico. «Si! Qui nell’Eucaristia Gesù Cristo interpellat pro nobis! – intercede per noi (Rm 8,34). Che fa quando meno ci pensiamo? Interpellat, prega! Che fa la notte? Interpellat, prega! Che fa durante la Messa? Interpellat, prega! Che fa durante l’esposizione? Interpellat, prega ecc.! La sua preghiera è la risposta al comando del Padre che gli dice: “Postula a me et dabo gentes haereditatem tuam – Ti darò in eredità le genti” (Sal 2,8)». La preghiera di Gesù è la risposta al Padre Celeste che si rivolge al Figlio con le parole del Salmo 2,8. 

CONCLUDENDO

Il lettore non pensi che tutto il discorso di Sant’Annibale sui Salmi si risolva in queste poche battute. Egli spazia in tutto il Salterio, passando con naturalezza dai Salmi al Vangelo e dal Vangelo ai Salmi. I Salmi orientano e illuminano la sua vita e la sua missione. Nei Salmi ritrova tutto il mistero di Cristo, dalla generazione eterna, all’incarnazione, dalla passione alla morte e risurrezione. In essi trova la vita, la missione e la passione della Chiesa. Per questo nei Salmi il Di Francia ritrova anche sé stesso, la sua vocazione di sacerdote e fondatore. Inutile dire che trova anche le parole più appropriate sia per definire il Rogate che per rispondervi.

 

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