Annibale Di Francia e Luigi Orione: ovvero l’amicizia dei Santi PDF Stampa E-mail
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Venerdì 15 Maggio 2009 17:11
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Annibale Di Francia e Luigi Orione: ovvero l’amicizia dei Santi
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Santino Bontempo racconta il sodalizio tra sant'Annibale Di Francia e san Luigi Orione.
Autunno 1939. Una grande aula di studio. Circa ottanta seminaristi «apostolini», intenti ai compiti scolastici nelle ore immediatamente precedenti la cena, della quale salivano gli odori attraverso la tromba delle scale.
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Il silenzio della grande aula, illuminata dalla luce di una decina di globi, era violato solo dal frusci`o dello sfogliare dei quaderni e dei libri. All’improvviso, una voce fece girare di colpo tutte le teste: «Alzatevi in piedi!...». L’inizio di un applauso a battimano.

Guidato e accompagnato da tutti i Superiori, entro` un sacerdote, apparentemente trasandato, i capelli tagliati cortissimi, già per la maggior parte grigi, una tunica non proprio nuova che gli cascava male addosso, un viso rude, quasi scolpito e intagliato nel legno. Attraversando la stretta corsia tra le file delle piccole scrivanie da studio, giunse alla cattedra e li` si fermo` in piedi, quasi impacciato. La voce di prima lo presento` dicendo: «Questo è Don Orione, grande amico del nostro Padre Fondatore…». Tutti battemmo le mani ancora una volta e sedemmo. Con una voce non proprio gradevole, con l’inconfondibile flessione settentrionale, egli ci esorto` brevemente a perseverare nella vocazione: «Fatevi santi – ci disse – come il vostro Fondatore, il quale è stato un grande santo…io l’ho conosciuto e lo posso testimoniare…».

L’atmosfera di quella sera. Chi scrive ricorda benissimo l’atmosfera di quella sera, il posto e la fila della propria scrivania, in colore marrone e il piano in smalto nero, nella grande aula, la luce…tutto, proprio tutto, ma al di sopra di tutto la figura semplice, quasi trasandata di quel prete che aveva più l’aspetto di un curato di campagna che non proprio quello di un sacerdote, fondatore di Congregazioni e Opere di religione e di carità. Egli portava nel- la mente, nell’intimo del cuore e sulle spalle, tanta storia della Chiesa, di Messina del dopo -terremoto, del Canonico Annibale Maria Di Francia, dei Rogazionisti e di tante altre cose, tristi e meno tristi che si aggiungevano alle immagini del terremoto di Avezzano (anno 1915) con le sue rovine, ove egli era accorso alcuni anni dopo il terremoto di Messina del 1908 e dove, tra i fanciulli soccorsi c’era anche un ragazzo di 15 anni, Secondo Tranquilli, che fu, dopo, lo scrittore Ignazio Silone, e che conservo` sempre un ricordo affascinante di Don Orione e del viaggio che con lui fece da Roma a Sanremo, per portarlo in «collegio».



Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2009 17:22