1 Giugno: Festa di sant’Annibale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 31 Maggio 2012 07:39

Amore al Sommo Pontefice

Dichiaro che quale cristiano, per grazia del Signore, e figlio della Santa Chiesa, quale sacerdote indegno della Cattolica Chiesa, quale appartenente ad una Congregazione che ha per obietto primario l’incremento del Sacerdozio, io mi protesto che avrò il più grande affetto, la più illimitata soggezione e subordinazione verso il Sommo Romano Pontefice. Lo riguardo e lo riguarderò fino all'ultimo respiro della mia vita, come la Persona stessa di Gesù Cristo Signor Nostro e con lo stesso Amore lo amerò ed ubbidirò.

 


 

Tutti gli interessi del Sommo Pontefice saranno gli interessi vivissimi del mio cuore; le sue parole, siano pure dette fuori di Cattedra, e in semplice conversazione, saranno per me oracoli di eterna salute.

Tutte le opinioni e i modi di pensare del Santo Padre saranno regola delle mie opinioni e dei miei modi di pensare, per le quali e per i quali cambierò giudizi e sentimenti miei propri.

I dolori e le pene del Sommo Pontefice saranno pene e dolori miei.

Nella predicazione, nelle confessioni, nelle conversazioni istillerò ad altri questi miei sentimenti di sudditanza illimitata e di affetto per il Vicario di Gesù Cristo. Nelle mie meschine preghiere, specialmente nella Santa Messa, nel ringraziamento, nella recita del Divino Ufficio, nell’Orazione, nel Santo Rosario, il mio primo obietto sarà il Sommo Pontefice, e tutte le di lui sante intenzioni. Se il Santo Padre emana delle Encicliche e fa dei discorsi ed io avrò il bene di leggerli, mi studierò di entrare in tutti i suoi sentimenti, e di obbedire esattamente a quanto Egli comanda ed esorta. La persona del Santo Padre per me sarà sacra ed adorabile, e se potrò avere la sorte di vedere qualche volta il Sommo Pontefice, reputerò come mia immensa fortuna il poter baciare e ribaciare i suoi venerati Piedi, ed anche la polvere che questi calpestano.

Tutto questo dichiaro:

1° - Perché riconosco essere volontà del Signor Nostro Gesù Cristo che così si onori, si ami e si obbedisca il suo Vicario, ritenendo il Signore tutto ciò come fatto a se stesso.

2° - Perché tutto questo è di nostra regola, ed è spirito predominante di quest’umile Istituto.

3° - Perché io lo sento profondamente ed intimamente.

4° - Perché riconosco che da questa soggezione e perfetta sudditanza al Sommo Pontefice proviene ogni benedizione da Dio ed ogni bene per ogni Istituto e per ogni anima; e che al contrario, l’indebolimento di questa soggezione e sudditanza, sotto il pretesto di inopportune distinzioni tra ex cathedra e non ex cathedra, tra persona e sacro carattere, è principio di gravissime cadute per gli individui, e di rovina per la Comunità.

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Maggio 2012 15:44