L'università Cattolica del Sacro Cuore PDF Print E-mail
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Saturday, 05 April 2008 11:41

Domenica 6 aprile 2008 si celebra la 84esima Giornata per l'Universià Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel nome di Armida Barelli della quale è avviato il processo di beatificazione. La prestigiosa università nacque a Milano il 7 dicembre 1921 con due corsi, in Scienze filosofiche e Scienze sociali e 68 studenti. Il francescano padre Agostino Gemelli (1878-1959), celebrò la santa Messa, presente il cardinale arcivescovo di Milano, Achille Ratti, che tre mesi dopo sarebbe stato eletto Papa col nome di Pio XI. La prima sede era in Palazzo del Canonica in via Sant'Agnese 2. Nel mese di ottobre 1932 si trasferì nel Monastero di Sant'Ambrogio, che è ancora oggi sede dell'Ateneo. Oggi le facoltà sono 14 con oltre 40.000 studenti nelle varie sedi di Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Campobasso. Co-fondatrice fu Armida Barelli (1882-1952), presidente della Gioventù femminile di A.C., che ricoprì sino alla morte l'incarico di cassiera. La Giornata universitaria  nacque nei primi anni di vita dell’ateneo per raccogliere i sostegni economici necessari per tenere in vita l’Università e come occasione di sensibilizzazione e coinvolgimento popolare. Nella visione di Armida Barelli, non bastava soltanto il denaro per sostenere il progetto. C’era bisogno della preghiera. L’avviò organizzando turni quotidiani di adorazione eucaristica nella Cappella, con la partecipazione della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e le missionarie dell’Istituto della Regalità.

Sin dai primissimi tempi, all’appello generoso per il sostegno economico dell’università, viste le finalità ed il riferimento eucaristico fondamentale, rispose con entusiasmo Padre Annibale che definì l’università "una grande opera di una grande importanza". Nel numero di marzo-aprile 1922 del suo periodico «Dio e il prossimo» infatti scrisse un articolo, definito dallo stesso padre Gemelli “ispirato”, con il quale chiedeva  ai suoi 160.000 lettori il contributo di una lira all’anno per l’università. Di seguito l'articolo di Padre Annibale.


Una grande Opera - L’Università Cattolica del Sacro Cuore

In Milano, mediante le cure e l’indefesso lavoro del Reverendo Padre Dottore Gemelli dei Minori Francescani - oggi - ma a tutti ben noto - una grande Opera si è impiantata: Università Cattolica di studi pei giovani che, usciti dalle Scuole Superiori, si avviano agli studi universitari per conseguire una laurea di Professionisti.
Questa grande idea fu concepita dallo zelo apostolico del suddetto Padre Gemelli, il quale mise in atto tutti i mezzi che potessero servire ad attuarla. Chiamò ad cooperarlo notabili Personalità, e dapprima sottopose l’alto suo concetto al giudizio illuminato del Sommo Pontefice Benedetto XV allora felicemente regnante, il quale accolse il pio e santo disegno con un entusiasmo degno di quel gran cuore di Padre di popolo di Dio e della Gioventù italiana, da Lui tanto amata.
Opera così colossale sorse in Milano sotto gli auspici del santo Cardinale Ferrari, di f. m., spirituale benefattore delle nostre minime Opere, e fu con grande zelo sostenuta e promossa da Colui che oggi, per divina grazia, siede sulla Cattedra di Pietro col nome  di Pio XI.
Non vi è chi non comprenderà la grande importanza di una Università Cattolica. Si tratta che tanti giovani che abbiano terminati gli studi liceali o tecnici e vogliano darsi ad una professione libera, invece di affidarsi a Professori ed Insegnanti di dubbia fede, o alle volte di non dubbia miscredenza, e uscirne ascritti a qualche setta, con la mente piena di falsi insegnamenti contro la S. Chiesa e la nostra augusta Religione, onde poi nelle cariche sociali, si fanno anche essi maestri di errori, entrano invece in ambiente puro qual si è una Università strettamente cattolica, sorta dallo zelo e dalla Fede di un fervente figlio di S. Francesco d’Assisi e da uomini insigni in scienza e virtù cattoliche.
Quivi i giovani, che abbiano subito cattive influenze di non retti insegnamenti nelle scuole antecedenti, trovano come raddrizzare le loro idee ed orientarsi verso i lumi del Vero; quivi i giovani si rassodano nei perfetti principi della Fede cattolica in cui son nati  e, quando i loro studi universitari saranno compiuti, entreranno in Società quali uomini di carattere, formati alla sana istruzione e alla perfetta moralità. Saranno quelli che verranno chiamati a compiere missioni altamente civili, che sapranno sostenere i principi della Fede, che sapranno opporsi agl’invadenti errori, che con l’esempio, con la parola, con gli scritti, nelle occasioni più propizie delle loro libere professioni, scuoteranno tante anime,  illumineranno tante menti, formando quel generoso Laicato Cattolico, che è forte cooperatore del Ceto ecclesiastico pel ritorno del mondo a Gesù Cristo!
La nostra Italia aveva pur bisogno di questa sublime Opera di Civiltà , come tante cattoliche Nazioni ne godono! E anzitutto teniamo a far conoscere che i Professori delle molte Cattedre Universitarie del nuovo Ateneo sono eletti per gli eletti  scelti per la dottrina e salda Fede cattolica, e non manca la cattedra di Religione, che è della massima importanza ai giorni nostri.
E quindi noi, da questo umile Periodico che pur si legge quasi in tutta l’Italia e fuori, leviamo la nostra debole voce con maggior forza che ci è possibile per muovere tutti i cuori, sia delle classi aristocratiche che delle agiate, e per fino delle medie, perché tutti concorrano al mantenimento di un’Opera così degna, e così ispirata dalla Fede e dalla Carità ovvero da Dio stesso.
Non è certamente il Governo che assume l’obbligo di mantenere questa Università Cattolica. Il Governo la vedrà di buon occhio - né possiamo altrimenti pensare - perché dalle scuole dove la cultura della mente si unisce quella del cuore, agli eterni principi della Dottrina di Gesù Cristo, non vengono su uomini di disordine sociale,  ma si producono invece i veri sostenitori dell’ordine, i veri amanti della Patria, i veri difensori dei suoi diritti tra le Nazioni  Chi ha dunque l’obbligo morale, il dovere di coscienza di mantenere la vita di questa Università? Tutti i veri credenti delle verità divine, tutti i veri figli della S. Chiesa cattolica, apostolica e romana!
E, oseremmo dire, anche i non perfetti cattolici debbono prenderla a cuore, ché da questa Università, meglio assai che da altre, possono sperare di godere l’ottima riuscita pei propri figli; non solo perché bene dottrinati, ma perché civilmente moralizzati per sapere amare e rispettare i loro genitori, e consolarli con azioni degne che possano illustrare il proprio casato; sì, anche i non praticanti cattolici potranno risentire non lievi vantaggi dall’Università Cattolica di Milano, se sapranno apprezzarla. Ma che si deve fare adunque per sostenere la vita di tanta Opera già fondata? Bisogna contribuire con le proprie sostanze, e tutti in proporzione dei propri mezzi.
Ne diede e fra tutti l’esempio Sua Santità di fausta imperitura ricordanza, Benedetto XV, il quale, con una Apostolica Lettera, piena dei più alti encomi per Opera così grandiosa e diretta al suo Fondatore Padre Agostino Gemelli, non solo lodò con le più autorevoli e palpitanti espressioni l’Opera e il pio Fondatore, ma rilevando che già in Milano si era formata un’Associazione dal titolo: “Gli amici dell’Università Cattolica”, volle essere anch’Egli scritto, versando la somma di lire trentamila, ed esortando tutti ad aiutarla con le loro contribuzioni.
Sappiano dunque tutti i nostri devoti del Taumaturgo S. Antonio di Padova che quest’Opera, dalla quale molto bene si può sperare, fondata da un confratello di S. Antonio di Padova, qual si è il Padre Gemelli minore francescano, tutti dobbiamo aiutarla, ciascuno nella sua possibilità. Quattro milioni furono spesi per la formazione di Opera così eccellente, di cui tre furono dati da sei persone o Enti, e il resto offerto liberamente da ogni classe di persone.
L’Università ha un grandioso palagio, un completo arredamento, una ricchissima Biblioteca, programmi approvati da 53 Cattedre, delle facoltà filosofiche - religiose - giuridiche - economiche - sociali - con numero adeguato di Insegnanti. Pel mantenimento dell’Università occorrono non meno di mezzo milione l’anno di lire. Eppure non è una gran somma, non è un impossibile. Solo che ognuno si ascriva tra gli Amici dell’Università Cattolica, anche versando una quota annua non al di là di lire dieci, oh! ve ne sarà a sufficienza e ad incremento!
Noi esortiamo i nostri 160 mila lettori di questo periodico Dio e il Prossimo, a contribuire almeno con una lira l’anno! Che cosa è oggi una lira l’anno? Quello che era altre volte venti centesimi! Ma se il Signore li ispira, ne diano anche per due l’anno, e faranno tanto bene alla causa Cattolica. Quanto esempio hanno dato altre Nazioni in simili casi!
La Polonia, appena uscita dalla tremenda guerra europea e dalla bolscevica, raccolse 23 milioni per fondare l’Università cattolica  prima ancora - ciò che è ammirabile - che si mettesse mano alle ricostruzioni di territorio che la guerra vi aveva distrutti! Quella Nazione ha compreso che la ricostruzione scientifica e morale dell’uomo va innanzi a tutto! Noi dobbiamo conchiudere quest’articolo con un accenno commovente che impegnerà tutti i nostri lettori a dare il loro obolo annuo.
Annessa al grande Palagio Universitario è una bellissima Cappella fabbricata allo scopo che i giovani studenti vi trovino dove pregare per attirarsi il Divino aiuto sui loro studi e sui loro esami, dove ascoltare qualche predica la Domenica, che faccia per loro, dove avere l’occasione pronta e propizia per accostarsi alla Santa Confessione e alla S. Comunione. Il che chiama su di loro, sulle loro intraprese carriere, sul loro avvenire, la Benedizione di Dio
            E senza le divine benedizioni nulla mai di bene vero e solido può venire all’uomo sulla terra!
Ma ciò non basta. In quella Cappella sta esposto l’Adorabile Nostro Signore Gesù Cristo Sacramentato tutto il giorno, e il popolo devoto che vi accorre ad adorarlo, e i giovani studenti che lo visitano, sanno tutti che debbono pregare per tutti gli oblatori che, quali veri sostenitori di così insigne Opera, offrono la loro contribuzione annua.
Oh! come tutto ciò è tenero! Da una parte Gesù come buon Pastore, come Buon Padre che guarda e custodisce i suoi cari giovani, la più eletta porzione civile del suo Cuore, e benedice e santifica i loro studi e assicura la loro riuscita, e d’altra parte mirarlo come generoso rimuneratore che da quel Trono di grazie e di Misericordie, accoglie l’omaggio dei presenti e degli assenti, e agli uni e agli altri, rende il cento per uno di quel tanto che gli offrono. Si soccorra, rivolgendosi al Rev.do Padre Dottor Gemelli in Milano.

(da “Dio e il Prossimo”, marzo-aprile 1922)


 

 

 
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